sabato 19 gennaio 2008

Progetto energia rinnovabile Provincia di Torino

Ho richiesto al gruppo degli “Energici” dell’Assessorato Risorse idriche, Qualità dell’Aria, Energia della Provincia di Torino di lavorare su una proposta approfondendone gli aspetti di fattibilità sia economica che amministrativa. Il progetto riguarda i beni edilizi delle Amministrazioni pubbliche che possiedono nell’insieme ampie superfici su cui installare pannelli fotovoltaici per la produzione di energia. Il limite è che le amministrazioni non possiedono le risorse economiche per comprare tutti i pannelli necessari, rimanendo quindi utilizzate solo in parte queste superfici. Le strade a questo punto potrebbero essere almeno due: 1) cercare di attivare di meccanismi tipo ESCO oppure 2) affittare queste superfici a privati. Il ragionamento che sottintende l’azione è però fondamentalmente la stessa.
L’opzione dell’affitto a privati si basa su agevolazioni riconfermate anche dall’ultima finanziaria ed utilizza il conto energia/scambio sul posto. In sostanza avviene che il privato monta a sue spese i pannelli e, tramite accordo, guadagna l’incentivo fisso che lo Stato riconosce ad ogni Kw prodotto che è fisso. L’amministrazione invece utilizza l’energia prodotta dal fotovoltaico a costo zero per i suoi bisogni. L’eccesso può essere rivenduto alla rete mentre eventuali fabbisogni maggiori di energia sarebbero comunque assicurati mediante il sistema tradizionale. Questa soluzione è già stata sperimentata e adottata dal Comune di Berlino con vantaggio. La convenienza per il pubblico è facilmente comprensibile. L’eventuale privato deve poter contare invece su superfici di una certa estensione e di un accordo di diversi anni che assicuri l’ammortamento del costo dell’impianto e successivo periodo di guadagno. Tenendo conto che un Ente come la Provincia possiede i beni edilizi rappresentati dalle scuole di ordine superiore, le superfici sfruttabili sono significativamente consistenti e quindi interessanti per la costruzione degli impianti, successivo ammortamento e periodo di guadagno. Inoltre esisterebbe l’interesse a sfruttare tutta la superficie disponibile per economia di scala, senza il vincolo delle risorse iniziali. L’Ente inoltre potrebbe usufruire di energia gratuita senza il necessario investimento iniziale e soprattutto da fonte rinnovabile non fossile.
Grossolanamente il sistema ESCO prevede che il privato si accolli anche qui la spesa, montaggio e gestione dei pannelli ricevendone però tutti i benefici immediati, mentre l’amministrazione continuerebbe a pagare la stessa bolletta precedente per un certo numero di anni (5 – 10) divenendo successivamente padrona degli impianti stessi e iniziando a fare utili sia sull’energia prodotta che sul riconoscimento dei benefici statali a Kw. Da segnalare come la vita dei pannelli oggi è stimata maggiore anche dei 25 anni.
Come è comprensibile il progetto non è semplice ed è soggetto a vincoli amministrativi di varia natura oltre alla necessità di simulare bene i conti economici. Gli stessi meccanismi esposti sono in continua evoluzione e molto più complessi della banalizzazione che ho cercato di fare. Comunque ci stiamo lavorando.

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