Mentre Roma discute Bruxelles è espugnata
Ma cosa succederà oggi? Semplicemente a Bruxelles l’Europa annuncerà il suo piano contro il riscaldamento del clima, sicuramente con una significativa contrazione delle capacità di emissione dei gas-serra, un aumento dell’efficienza energetica e una quota di sostituzione delle fonti fossili con quelle alternative. Barroso ha spiritosamente detto che lo slogan potrebbe essere “20-20-20 entro il 2020”. Le direttive sembrano ormai delineate, non essendo però ancora note, a noi almeno, le quote di emissione fissate per i singoli Stati. Costretti alla crisi romana, i nostri governanti non credo avranno la concentrazione per guidare gli interessi nazionali su questioni che si preannunciano calde quali ad esempio quanto cari saranno pagati dalle imprese consumatrici di energia i diritti di emissione dei gas-serra e quali saranno le conseguenze sulle bollette elettriche di tutti, cittadini ed imprese stesse. Quale sarà il risultato delle negoziazioni dei rappresentanti di 27 governi, e circa 12 mila lobbysti di imprese europee? Cosa avverrà riguardo ad una delle strategie che lo stesso Barroso ha preannunciato come prescelta quale la cosiddetta “cattura e sequestro” (CCS) delle emissioni di CO2 da sottrarre al rilascio in atmosfera per essere stoccate sotto terra? Se questa “tecnologia dovrà diventare la norma, saranno necessari significativi investimenti pubblici e privati” – come annunciato da Barroso- dove si prenderanno tutti i soldi necessari, a quali altre parti delle politiche energetiche verranno tolti? Perché, contrariamente alle aspettative, per l’uso di questa tecnologia verranno tollerati gli aiuti di Stato. Dum Romae consulitur, Saguntum-Bruxelles expugnatur.
Etichette: 20-20-20, Barroso, cattura e sequestro CO2, CCS, Comunità Europea, crisi di governo, strategia energetica


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